L’urlo di Sucania
Numero 2
Novembre/Dicembre
2001
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Bottega di Sucania
per la cooperazione internazionale
con i paesi in via di sviluppo
Corso Vittorio Emanuele 181
09123 CAGLIARI
070/654012
www.sucania.it
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Pag 1 L’editoriale
di Sucania Pag
2 Extra bottega
Pag 3 Non tutti sanno che
Pag 4 filosofie di bottega
Pag 5 filosofie di bottega Pag 6 in breve
Pag 7 Consigliati Pag 8 Cibi dell’altro mondo
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L’editoriale di Sucania
Antiglobal è davvero una spia
di un mutamento di costume profondo, di un modo diverso
di vivere, consumare e stare al mondo. Tendenza? Moda?
Forse. Non è facile, anzi, è impossibile in questo universo
in espansione continua far stare insieme due dei suoi
principi: il profitto e la sicurezza. Poiché lo sviluppo
e la crescita producono nuovi miracoli e nuovi mostri
l’obbiettivo vero delle botteghe del mondo è
superarli e vincerli. E’ prima di tutto una corsa generosa
contro lo sfruttamento delle multinazionali e la valorizzazione
del “commercio equo e solidale”, per realizzare il sogno
di ripristinare l’equilibrio tra i paesi ricchi e quelli
poveri e rifiutare marchi di prodotti fabbricati sfruttando
i bambini. Entrando in una qualsiasi delle botteghe
del mondo scoprirete: tessuti poveri, vetri riciclati,
manufatti vari, ammennicoli etnici e poi ancora: agricoltura
biologica, legni non trattati, semplici ed originali
giocatoli di stoffa e di legno etc. Si respira insomma
la tendenza contraria alla onnipotenza della tecnologia,
il desiderio di un tempo della vita diverso, più lento,
solidale e finalmente riconciliato con i ritmi del nostro
vivere, in allenamento a fare i conti con la penuria
per la conquista di una nuova “sobrietà”, sarà, o meglio
è la ricerca di una nuova etica. Entrate nella bottega
di Sucania dunque e scoprite che dietro c’è dell’altro.-
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Pagina
2 Extrabottega
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Sucania ospite di Beppe Grillo
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In rappresentanza
del commercio equo e solidale, tre rappresenti della
Bottega di Sucania, sono stati invitati
sul palco nello spettacolo del 29 Agosto di Beppe Grillo a Cagliari, insieme a quelli di Amnesty Intrenational e Greenpeace. Sono stati presentati come
"quelli del popolo di Seattle" ribadendo il
loro impegno nel volontariato nella speranza di un mondo
migliore. Sul palco è stato portato il telo ideato da
Altreconomia e da Altromercato contro i G8 e l'economia
globale, con la scritta "Un'altro mondo è possibile
anche con il commercio equo e solidale", e Grillo
ha fatto illustrare brevemente ai portavoce delle associazioni
ciò di cui si occupano. Per la Bottega di Sucania ha
parlato il presidente di Sucania Onlus, ribadendo il
principio del commercio equo e solidale, che commercializza
i prodotti del sud del mondo senza passare per le multinazionali
e gli intermediari locali, pagando i produttori in base
ai costi reali di
produzione.
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Durante lo spettacolo
non sono mancati gli attacchi alle multinazionali ed
ai G8, ribadendo più volte la paura che questi hanno
nei confronti del movimento antiglobalizzazione, indicando
i rappresentanti sul palco ironizzando sul loro aspetto
assolutamente pacifico. E stata ricordata la Tobin Tax,
la tassa sulle speculazioni finanziarie, che chissà
per quale motivo non riesce a decollare nei paesi sviluppati.
Al termine della serata, nei camerini, ha ricevuto i
nostri rappresentanti, rilasciando una dedica all'associazione,
in cui ci invita si a visitare un sito, ma anche a continuare
con la nostra missione. A lui l'onore di ricevere per
primo il numero 1 dell'Urlo di Sucania
”””””””””””””””””””””””””””””””
La
dedica che Grillo ha fatto alla Bottega di Sucania
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Non tutti sanno che
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Il latte materno
Informazioni dall’opuscolo
“Mamma e lattante”
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Nelle fasi precoci della vita,
l’alimentazione non riveste un ruolo esclusivamente
nutritivo. Una dieta sbilanciata condizionerebbe sfavorevolmente
l’organismo, costringendo ad un lavoro “straordinario”
di adattamento che, a lunga distanza, si traduce in
malattie. Il primo passo per un alimentazione equilibrata
si realizza attraverso l’alimento più antico e naturale
dell’uomo: il latte materno. Per la ricchezza compositiva e l’equilibrio quantitativo
dei suoi nutrienti, il latte materno rappresenta un
modello ottimale di riferimento. Tra le proteine, i
grassi e gli zuccheri del latte materno sono stati individuati
composti con funzioni più “nobili” di quella nutritiva.
Il latte materno va considerato un “sistema biologico”
in gran parte ancora sconosciuto e irriproducibile.
Il latte umano modifica i suoi ingredienti non solo
in rapporto alla dieta materna, ma soprattutto in funzione
delle differenti esigenze del piccolo. Nel primo mese
di vita, per esempio, risulta ben “condito” di grassi
polinsaturi, preziosi per consolidare le strutture nervose.
La sostanziale differenza qualitativa tra il latte materno
e latte artificiale (ancora impropriamente detto “umanizzato”)
risiede nei fattori bioattivi. L’elevato valore bionutrizionale
del latte materno si interpreta da solo: al bambino
vengono fornite non solo quantità ottimali ed equilibrate
di nutrienti, ma anche sostanze capaci di influenzare
favorevolmente la sua crescita. Il primo latte, denominato
colostro, contiene il betacarotene, che è un potente
antiossidante, necessario in quella fase così vulnerabile
della vita del bambino. Alla nascita il bambino deve
affrontare numerosi virus e batteri, e con un sistema
immunitario inadeguato …… ma il vero aiuto arriva dal
latte materno. Il colostro, nei primi cinque giorni
di vita, e ricco di IgAs (Immunoglobine A secretorie), che rivestendo
le pareti intestinali del lattante fungono da barriera
ai germi ed a sostanze immunologicamente estranee. Inoltre,
il suo alto contenuto di proteine e di sali minerali
lo rendono particolarmente adatto al recupero del peso
dopo il calo fisiologico del bambino nel periodo post-parto.
Dal 4° giorno il latte assume un aspetto più cremoso,
a causa della maggior percentuale di grassi e lattosio,
per dare al bambino un apporto calorico più elevato.
Introno al 12° giorno si formerà il latte materno, che
fino allo svezzamento garantisce una adeguata
nutrizione. In natura esistono circa 4000 specie
di mammiferi, tutte caratterizzate da un latte particolare
e differente dall'altro. Quindi ogni cucciolo deve assumere
il latte della propria mamma; qualità dello sviluppo, intesa come crescita armonica e sviluppo
psico-intellettivo. Studi scentifici hanno confermato
una correlazione tra l’assunzione del grassi LC PUFA,
attraverso il latte materno, nel primo mese di vita
e un più elevato quoziente intellettivo all’età di 7-8
anni; riduzione del rischio di sviluppare malattie
allergiche, ritardandone l’esordio; oltre a previene l’ipercolosteromia in età adulta, facilitare la costituzione di una flora batterica intestinale ottimale,
prevenire l’anemia
da carenza di ferro nei primi sei mesi di vita,
ottimizzare il
rapporto tra madre e figlio oltre ad essere disponibile
in qualsiasi momento ed alla temperatura ideale. I risultati
attuali rivelano quanto sia lontano l’ambizioso progetto
di “umanizzare” il latte artificiale. Il latte materno
è inimitabile. Alla luce di quanto sopra descritto,
con quale coraggio alcune multinazionali promuovono
nei paesi del sud del mondo l’allattamento con il latte
artificiale migliore di quello materno?
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Pagina
4 filosofie
di bottega
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Come
già scritto nel primo numero, proprio in questa rubrica,
noi ci dissociamo da ogni forma di violenza, quindi
siamo contrari anche alla decisione dell’America di
combattere la guerra al “terrorismo” con
un corpo a corpo coll’Afghanistan, per
mezzo delle bombe, perché causerà altre vittime innocenti,
e sarà motivo di ulteriore violenza. Con questa idea
pubblichiamo un articolo, girato anche in rete, scritto
dalla famiglia Fo il giorno successivo agli attentati
dell’11 settembre. A noi sembra che si commenti da solo.
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Quello che e' successo indurrebbe
al panico, al silenzio, alla disperazione. Il mondo
e' stato colpito da un ennesimo crudele massacro. Ma
e' necessario, anche se doloroso, parlare. Cercare di
capire. La prima osservazione che ci viene alla mente
e' l'assurdo che esplode fuori dal televisore. Davanti
a questo dramma il mondo si e' arrestato attonito. Ma
non tutti. Le borse del mondo non si sono fermate neppure
un secondo, hanno continuato a far soldi, a cercare
utili selvaggi. Anzi hanno intensificato il ritmo. La
gente ancora urlava appesa ai grattaceli in fiamme,
prima che crollassero, e già i grandi broker gridavano
nei loro cellulari: "Compra petrolio! Vendi tutto!
Compra petrolio!" e mentre i titoli azionari perdevano
il 10% in pochi minuti il petrolio saliva di 10 dollari
al barile e i furbi facevano utili di miliardi di dollari.
E mentre i presidenti di tutti i paesi europei si apprestavano
a esprimere il loro cordoglio, i loro banchieri succhiavano
decimali al dollaro e finalmente l'euro segnava un bel
po' di punti a suo favore. Nessuno ha pensato di chiudere
le borse per decenza e rispetto ai cadaveri ancora freschi.
La belva feroce del capitalismo affondava felice i suoi
denti nelle carni dei morti e fortune luminose si sono
costruite in poche ore. E non c'e' da stupirsi. I grandi
speculatori sguazzano in un'economia che uccide ogni
anno decine di milioni di persone con la miseria, che
volete che siano 20 mila morti a New York? Altra immagine
agghiacciante: la gente per strada, nei quartieri palestinesi,
dilaniati dalla guerra civile, che festeggiavano il
massacro. Gente che ha un morto in ogni famiglia e che
non riesce più a vedere l’assurdità della morte, di
qualsiasi morte. Il sistema della violenza, dello sfruttamento,
del genocidio organizzato dei poveri cristi genera insensibilità
alla violenza. Genera la logica della vendetta. Quasi
ogni giorno, da anni, gli aerei Usa bombardano l'Iraq,
uccidendo donne e bambini, col pretesto di eliminare
impianti radar. E le televisioni occidentali non si
degnano neppure di riportare la notizia. Quella e' gente
spazzatura, muoiono a migliaia per gli
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effetti dei proiettili all'uranio
che hanno contaminato la loro terra, muoiono perché
mancano le medicine a causa dell'embargo, nel silenzio
carico di disprezzo dei media occidentali. Le lacrime
di oggi dei commentatori
televisivi sono vergognose perché seguono al silenzio
decennale sui crimini dell'occidente cristiano. E' terribile
ma e' cosi': la disperazione genera la follia della
vendetta. Una vendetta che non serve a nulla, una vendetta
che porterà altri massacri tra i diseredati del mondo.
E attenzione: questo orrendo massacro di ieri, non e'
stato realizzato schiacciando un bottone su un aereo
che vola sicuro ad alta quota. Qui ci sono decine di
persone che sono diventate talmente pazze da suicidarsi
tutte assieme pur di colpire "i diavoli bianchi".
Questa misura della disperazione dovrebbe fare riflettere.
Questa giornata di terrore dovrebbe avere insegnato
ai cultori della forza dell'uomo bianco che non esiste
sicurezza e pace per nessuno in un mondo dove il massacro
e la prevaricazione sono la legge. E' ormai un fatto.
Le moderne tecnologie rendono talmente potenti gli individui
che nessun sofisticato sistema di sicurezza può proteggere.
Non e' più possibile, neppure per i nordamericani ricchi,
credere di essere al sicuro. Non c'e' nessun posto dove
si possa stare al sicuro. Il cane feroce della follia
può azzannare chiunque ovunque. I telegiornali si stupiscono
(idioti) che i super controlli Usa non abbiano impedito
a 4 aerei di essere dirottati per essere usati come
bombe gigantesche e colpire i luoghi più protetti del
mondo. Non vogliono capire che le moderne tecnologie
e l'affollamento incontrollabile delle città, offrono
decine di modi di fare massacri. Questi orrendi attentati
hanno ridicolizzato le pretese di Bush di costruire
uno scudo stellare. Oggi hanno usato aerei, ieri gas
nervino in Giappone, bombole del gas a Mosca... Domani
basterà urlare: "C'e' una bomba!!!" in uno
stadio per provocare una strage. Un paese moderno non
può garantire la sicurezza senza strangolare completamente
la "vita normale" dei cittadini.
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filosofie di bottega Pagina 5
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Non c'e' modo. Nessuno può
tenere milioni di persone chiuse in casa. L'unica garanzia
di sicurezza per il mondo ricco e' sanare le ferite
sanguinanti della fame e del sopruso. Senno' si crea
un humus sociale drammatico che non può che portare
alla violenza più folle Attenzione: non si può dire,
in questo momento, chi abbia armato la mano dei kamikaze.
Estremisti islamici? Estremisti di destra americani?
Sionisti pazzi? Chi lo sa? L'attentato di Oklaoma, il
più grande massacro terroristico avvenuto fino a ieri,
fu imputato ai terroristi islamici e poi si scopri'
essere opera di terroristi bianchi e fascisti che volevano
provocare una reazione anti islamica. Si potrebbe anche
scoprire che dietro al massacro di ieri ci siano tutte
le fazioni terroristiche e tutti i servizi segreti,
uniti nel comune intento di gettare la società civile
nel caos... Una cosa e' certa: al di la' di chi siano
gli esecutori materiali del massacro questa violenza
e' figlia legittima della cultura della violenza, della
fame e dello sfruttamento disumano. Questa violenza,
queste morti, rendono immensamente felici coloro che
hanno guadagnato milioni di dollari in poche ore speculando
sul prezzo del petrolio, i mercanti di armi e i capi
terroristi brindano ebbri di felicita' insieme ai generali
e agli ammiragli, stanchi di questa pace strisciante
che minaccia ogni giorno lo stato di guerra e i profitti
fatti sulle mine antiuomo. Domani i caccia bombarderanno
qualche villaggio sperduto uccidendo civili inermi con
la scusa di fare giustizia dei colpevoli e le lobby
delle iene spingeranno per dare dignità alle spese militari.
"Gli Stati Uniti devono rispondere immediatamente
a questa aggressione!" Urlava un cretino della
strada e le sue parole sono state rilanciate da migliaia
di telegiornali in tutto il pianeta. "Rappresaglia!"
Urla Bush, il boia del Texas. Colpiranno, faranno 10
morti con la pelle olivastra per ogni cadavere bianco.
E qualcuno proporrà di reagire con manifestazioni di
piazza e di nuovo la polizia farà dei morti. Deve essere
chiaro a tutti che questo e' un momento gravissimo.
E' una nuova forma di guerra strisciante quella nella
quale ci vogliono portare.
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Il partito della pace ha una
sola possibilità: continuare caparbiamente a lavorare
con gli strumenti della pace. Affermare con tutta la
forza possibile che possiamo ed e' necessario togliere
il nostro appoggio economico alle multinazionali della
morte. Oggi più che mai la scelta individuale di milioni
di persone e' l'unico strumento possibile, l'unica strategia
vincente. Togliamo i nostri soldi dalle banche che finanziano
l'economia del dolore, smettiamo di comprare il carburante
della Esso, i prodotti della Nestle', smettiamo di bere
Coca Cola, di mangiare Mac Donald's, convertiamo le
nostre auto a olio di colza e a gas, mettiamo i nostri
risparmi sui fondi di investimento etico, abbandoniamo
le assicurazioni colluse col sistema della morte, non
compriamo auto da chi produce mine antiuomo, non compriamo
scarpe da chi tiene in schiavitù i bambini, non mangiamo
i cibi della chimica, abbandoniamo i marchi della cultura
del profitto a tutti i costi. In questi anni abbiamo
lavorato con successo per dimostrare che e' possibile
consociare i nostri consumi, risparmiare, avere prodotti
migliori e, contemporaneamente, boicottare il mercato
della morte rifiutandoci di portare i nostri soldi al
loro mulino. Oggi queste scelte non sono più solamente
giuste e convenienti, sono anche urgenti e irrimandabili.
Ti chiediamo di fare un gesto, subito, ora. Non c'e'
più tempo per pensarci sopra. La locomotiva del capitalismo
selvaggio sta accelerando la sua velocità, punta con
determinazione assoluta verso la guerra e la distruzione
del pianeta. L'unica possibilità e' tagliarle i rifornimenti
di carburante. Subito. Il mondo e' governato dal denaro.
I soldi sono l'unico argomento al quale i potenti siano
sensibili. Dai una possibilità alla pace. Subito. Inizia
tu. Non aspettare che lo facciano gli altri. Ogni lira
che togli ai signori del mondo e' un respiro che regali
all’umanità. Voti ogni volta che fai la spesa!
Dario Fo, Franca Rame, Jacopo
Fo
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Consigliati Pagina 7
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“Banca bassotti” e “La vendetta
del risparmiatore”
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Si leggono come
storie, ma in realtà sono dei manuali di difesa dagli
imbrogli dei detentori dei nostri soldi, le banche.
Sono i libri di Giuseppe Colza “Banca bassotti” e “La
vendetta del risparmiatore”, che raccontano il susseguirsi
delle giornate nella banca bassotti, parlando e sparlando
dei personaggi che ci lavorano. Il direttore della banca
Adolfo Lo Perfido,
quarantenne con Rolex e mascella volitiva, fresco di
master in economia aziendale alla Kaiman Business School,
succeduto ad Ubaldo Tiritiri, che fallito il sogno
di diventare cantante lirico, i genitori gli avevano
trovato un posto sicuro come direttore di banca, e lui
per tutta risposta canticchiando “il banchiere di Siviglia”
concedeva sconti ai correntisti, fortunatamente per
la banca senza formalizzare l’accordo. Il Formichiere, pronto ad approvare le decisioni
dei manager della banca, applaudire per primo, cambiare
opinione quando richiesto, offrirsi per le missioni
più ardite e memorizzare date di compleanno di tutto
lo staff dirigenziale, per inviare graziosi biglietti
di auguri. Stracchini,
indiscusso campione di tecniche di vendita, che al rientro
dai corsi di de-formazione svolti nelle più ambite località
turistiche, ovviamente a spese della banca, e quindi
dei correntisti, portava con se gli oggetti presi dagli
alberghi come souvenir. Il povero Eta
Beta, giovane laureato in filosofia, ribattezzato
così per la corporatura mingherlina, le orecchie a sventola
e un lieve p-difetto di pronuncia, che viene subito
superato dall’aitante Ennio
Appicciafuoco. Con i suoi 250 clienti diventa da
subito “senzascrupol Venditing Manager”, per la capacità
magnetica nel vendere prodotti finanziari.
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La sua rivale,
Ida Lupina,
una venticinquenne, che prima di entrare a lavorare
in banca si dedicava alla vendita multilever di costosi
beveroni dietetici. Portava sempre appuntata nel vestito
una spilla con su scritto “vuoi dimagrire, rivolgiti
a me”. Entrata in banca la spilla portava la scritta
“vuoi arricchirti, rivolgiti a me”. Qualcuno propose
che tutti di indossassero una spilla di quel tipo, ma
dopo lo sciopero generale la proposta fu abrogata. Ciottolina, che con i suoi occhi dolci da cucciolo di opossum, le
sue ciglia in movimento come ali di farfalla, nel primo
libro pigola dietro al suo sportello parlando dell’ultimo
viaggio; nel secondo libro fa carriera diventando un
consulente finanziario, con la convinzione di fare del
bene ai paesi del sud del mondo vendendo Eurobond, anziché
far si che il loro debito pubblico cresca ancora. Ilario
il funzionario, forse l’unica persona seria della
banca, in ambedue i libri rinuncia a fare carriera,
rimanendo dietro lo sportello. Con quest’aria satirica
che Giuseppe Colza ci svela sia ciò che possiamo chiedere
alle nostre banche che gli imbrogli che queste ci fanno
sotto i nostri occhi, e a nostra insaputa, ameno che
non ci prendiamo la briga di leggere i prospetti informativi
scritti appositamente nel linguaggio incomprensibile
dell’alta finanza. Due manuali che dovrebbe leggere
chiunque si appresta fare i primi passi nel mondo degli
investimenti finanziari, ma da consigliare anche a chi
ci sta già dentro. I libri sono editi da Stampa alternativa,
in vendita rispettivamente la prezzo di 15.000 £ e 18.000
£
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Pagina
8 cibi
dell’altro mondo
La
quinua
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Come il grano Saraceno, nemmeno
la Quinua (Chenopodium
quinua), può dirsi a regola un cereale. E’ una pianta
appartenente alla famiglia delle chenopodiacee (spinaci,
barbabietola), coltivata da 5000 anni sui terreni pietrosi
delle Ande. Per gli Incas era considerata una pianta
sacra, infatti spettava al re tracciare il primo solco
con una vanga d’oro e deporre il primo seme. In molti
siti archeologici del nord del Perù, del Cile e della
Bolivia, sono stati rinvenuti tracce di semi, piante
e preparazioni alimentari a base di quinua. Gli Indios
la consumano ancora quotidianamente. Oggi questo vegetale
potrebbe rappresentare un’alternativa al diffondersi
delle coltivazioni di coca. La preziosa chenopodiacea
delle Ande rappresenta un elemento molto sano e completo,
non contiene glutine, ma è il cereale più ricco di amminoacidi
essenziali come l’arginina e l’istadina, meglio bilanciati
che nei cereali classici come frumento orzo e riso,
fondamentali per l’equilibrio nutritivo, oltre a vitamine
(B1, B2, PP e C) e sali minerali (calcio, ferro, fosforo).
E’ un alimento molto digeribile, adatto all’alimentazione
infantile. Alcuni esperimenti hanno dimostrato che una
dieta a base di quinua può coadiuvare le terapie contro
l’ulcera gastroduodenale e favorire la ricostruzione
dei tessuti anche in caso di cancro, oltre ad aiutare
a prevenire la tubercolosi. Gli agronomi hanno intravisto
la possibilità di coltivare la quinua nelle regioni
svantaggiate, data la grande capacità di adattamento
alle condizioni climatiche, come in Etiopia o nelle
zone dell'Himalaya, al fine di combattere sia la malnutrizione
che la desertificazione. La quinua importata da Ctm
altromercato, in vendita presso la Bottega di Sucania,
fa parte del progetto boliviano Anapqui (Asociacion
Nacional de Productores de Quinua), che promuove e appoggia
la coltivazione, la lavorazione e la commercializzazione
della quinua, prodotto fondamentale nell'economia familiare
dei contadini dell'Altopiano del Sud della Bolivia che
continua ad essere quella di sempre: non manipolata,
sapientemente selezionata.
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POLPETTINE DI QUINUA AL SESAMO IN TEMPURA
Ingredienti:
200 g di Quinua,
farina di frumento setacciata, salsa di soia Shoyu,
olio extravergine d’oliva, sesamo 50 g, 1 porro o cipollotto
verde, prezzemolo, zenzero fresco, sale marino q.b.,
Preparazione: cuocete il Quinua
in acqua fredda con una presa di sale, per circa 12
min., Con doppia quantità d’acqua.
Quando pronto,
fatelo freddare su di una spianatoia o in una teglia.
Aggiungetevi i semi di sesamo tostati in padella sino
a che non saranno imbionditi, il cipollotto o porro
tritato finemente e il prezzemolo anch’esso tritato
fine. A mani bagnate formate delle palline che infarinerete
delicatamente e tufferete poi nell’olio bollente: impiegate
recipienti alti e stretti che coprano interamente le
palline durante il tempura (ideale una pentola Wok).
Muovete con bacchettine di legno e poi, quando dorate,
lasciate sgocciolare, prima con una schiumarola e poi
successivamente su carta assorbente. Consumatele calde,
dopo averle immerse in tazzine con dentro acqua, qualche
cucchiaio di salsa di soia e della polpa di zenzero
fresco grattugiato su di una grattugina in ceramica.
Consumando le palline di Quinua con la salsa allo zenzero
e shoyu, troverete il tempura molto più digeribile.
In alternativa accompagnate il tempura con ravanelli
crudi, tagliati a cubetti o altre fantasiose forme.
”””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””
Con l’acquisto
della quinua della bottega, è in omaggio un opuscolo
con 4 ricette, compresa quella descritta in questa pagina.-
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