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L'Urlo di Sucania N.1

E' caduto nel 1999 il decimo anniversario della fondazione dell'associazione "Sucania". Il 16 maggio del 1989 otto "comparenti", secondo quanto recita il gergo notarile, si sono presentati davanti ad un notaio, portando in dote il nome di una bambina orientale, e la voglia di impegnarsi in progetti di cooperazione con i paesi in via di sviluppo. Secondo lo Statuto, la collaborazione di cooperazione internazionale con i paesi in via di sviluppo deve avvenire "secondo le esigenze dei paesi stessi e intendendo la stessa Cooperazione quale attività di interscambio culturale". Già dall'origine, quindi, era di tutta evidenza il rifiuto di interpretazioni di cooperazione di impronta europocentrica, o ispirata all'assistenzialismo. La cooperazione, secondo il progetto originario, si sarebbe dovuta svolgere su due piani: 1. con la progettazione e realizzazione di progetti nei Paesi in via di Sviluppo 2. mediante un impegno in Italia organizzato nei settori della formazione, dell'informazione, dell'educazione allo sviluppo. Questi obiettivi, in realtà, non sono mai venuti meno, anche se i primi anni di attività, tutti incentrati sull'idea di costituzione di un'organizzazione non governativa per la realizzazione di progetti nei paesi del sud del mondo, non hanno portato i frutti sperati ed hanno determinato momenti di stasi nell'attività dell'associazione che stentava a trovare una sua dimensione operativa. L'avvio non è stato semplice, appena qualche mese dopo l'inizio dell'esperienza, come testimoniano i documenti dell'Associazione "c'è stata la tentazione di chiudere bottega". Ma "chiudere l'esperienza m'appariva nuovamente come una mancanza di fedeltà e l'età poi compie il resto impedendoci di abbandonare a metà strada", scriveva però in quei momenti la presidente dell'Associazione. Da 27 Novembre 1995 Sucania è diventato un punto vendita dei prodotti del commercio equo e solidale, inizialmente con sede in Via Azuni, per trasferirsi il 2 Gennaio 1999 nel Corso Vittorio Emanuele 181. Oggi l'associazione conta 41 soci, ed un budget in lenta crescita che gli ha permesso di acquistare, se pur con notevoli difficoltà, il locale presso cui opera.

L'editoriale di Sucania


Sono Sucania, circa 10 anni fa sono stata scelta come simbolo per la bottega del mondo di Cagliari. La foto di quando ero bambina la potete trovare accanto alla porta della bottega o nel sito Internet a me dedicato. Comunque dovete cercarmi voi, a me viene difficile venirvi a trovare per discutere dei problemi dei paesi poveri del mondo. Qualcuno di voi e venuto in bottega per parlare, per confrontarci, per cercare un'alternativa per aiutare il mio popolo a crescere. Ma ormai è dal 1989 che parliamo, ed io sono cresciuta. Ho deciso di urlare dalla bottega per raggiungere le vostre case, per far conoscere anche ai più restii un commercio giusto, non solo per chi vende e forse per chi consuma, ma anche per chi produce. Voglio mostrarvi che esistono anche altre forme di aiuto che vanno oltre l'assistenzialismo, perché un commercio equo e solidale da solo non basta per farci risalire. Per questo vi chiedo di far conoscere il mio urlo a tutti, cosicché un giorno non debbano esistere botteghe del mondo, perché ovunque si potranno trovare prodotti giusti per tutti, da chi li produce a chi li consuma.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   
Extra bottega
"Blocchiamo l'AIDS sul nascere"


Tra le attività extra-bottega, nel periodo tra il 14 Giugno ed il 30 luglio 2001, sopra il bancone della bottega c'era un barattolo per la raccolta di libere offerte da devolvere al CESVI, che sta mettendo in atto nell'ospedale di St. Albert, nel distretto di Centenary in Zimbabwe, un progetto per prevenire la trasmissione verticale del virus da madre a figlio. L'epidemia HIV-AIDS in Zimbabwe è un'emergenza sanitaria che sta sconvolgendo l'intera struttura economica e sociale del Paese. Le persone infettate dall'HIV nel mondo sono, secondo le stime UNAIDS del 1999, circa 34 milioni: il 90% vive nei Paesi in via di sviluppo ed almeno il 70% in Africa Sub-sahariana, dove sono concentrati i 21 Paesi a più alta prevalenza d'infezione.

L'80% dei ragazzi di tutto il mondo affetti da HIV si trova in Africa. In Zimbabwe i dati parlano di un tasso di sieropositività del 25% nella fascia d'età da 15 a 49 anni con oltre 1.500.000 persone contagiate (di cui 56.000 bambini, che non arriveranno a compiere 5 anni) e con 1.200 morti la settimana per AIDS. Le fasce di età maggiormente colpite sono quelle da 0 a 4 anni e da 20 a 39 anni. Mentre nella seconda fascia di età (20-39) la trasmissione avviene per vie sessuali, nella prima (0-4) incide la trasmissione verticale madre-figlio (7%). Un composto chimico scoperto recentemente da un gruppo di medici ugandesi e statunitensi può permettere che questa piaga venga combattuta: è la Nevirapina, già sperimentata e approvata dal Ministero Mondiale della Sanità.

Questa sostanza è molto valida per impedire la trasmissione madre-figlio, e costa 70 volte meno dell'AZT, il farmaco che viene utilizzato in Occidente. La strategia di prevenzione parte dalla base, ossia dalle strutture sanitarie locali e dagli ospedali del distretto. Il Cesvi intende raggiungere il maggior numero possibile di donne in stato interessante, coinvolgendo nelle attività anche i loro partner e le comunità alle quali appartengono, per promuovere una cultura diffusa della prevenzione. Le donne verranno arruolate nel programma con l'effettuazione del test per l'HIV (test rapido Capillus). Nel caso in cui la donna risulterà sieropositiva, verrà seguita fino al parto e le verrà somministrata una dose di 200mg di nevirapina all'inizio del travaglio mentre al neonato verrà somministrata una dose di 2mg/kg peso corporeo dello stesso farmaco in sospensione entro 72 ore dal parto. Successivamente i soggetti trattati con nevirapina verranno seguiti e verrà loro proposto un percorso che prevede formazione e controlli periodici.

In un anno di attività il CESVI si propone di ottenere i seguenti risultati1) 800 bambini trattati con Nevirapina non positivi al test HIV al 18esimo mese di vita;2) 2.400 donne gravide coinvolte nel progetto, arruolate a livello di strutture sanitarie locali e testate sulla sieropositività all'HIV;3) circa 10.000 donne gravide e partner formati sulle tematiche relative ai comportamenti sessuali da adottare;4) 800 donne trattate con 200mg di Nevirapina durante il parto e 800 neonati trattati entro 72 ore dopo il parto con 2mg/kg dello stesso farmacoPer salvare un bambino dalla trasmissione verticale del virus necessitano 250.000, così ripartite:18.000 per 2 test (alla mamma e al neonato) 4.000 per trattamento farmacologico (per entrambi) 176.000 per latte artificiale 52.000 per counselling/formazione e gestione del progettoLa bottega, con i suoi clienti, in 46 giorni ha racimolato ed inviato 125.000 £. Se volete devolvere altre offerte al CESVI potete farlo al C/C 324244 intestato al CESVI, per avere ulteriori informazioni sul progetto, e sugli altri progetti del CESVI potete visitare il sito www.cesvi.it

   
Da Sucania Onlus

III Corso di Cooperazione allo Sviluppo: I Diritti Umani nel terzo millennio
 

Nel periodo dal 16 Marzo 2001 al 18 Maggio 2001, ogni venerdì, presso la Facoltà di Giurisprudenza, si è svolto il 3° Corso di Cooperazione allo Sviluppo, organizzato da Sucania Onlus, avente come argomento "i Diritti Umani nel terzo millennio".

Lo scopo del Corso era quello di fornire un arricchimento e una formazione nel campo dei diritti umani. Il corso era destinato agli studenti universitari, in particolare agli iscritti alle facoltà di Scienze Politiche, Economia e Giurisprudenza. Si rivolgeva, inoltre, ai laureati, agli insegnanti e agli operatori del mondo del volontariato. Ogni incontro, prevedeva una conferenza su una tematica specifica, al termine della quale veniva sviluppato l'argomento con un dibattito. Hanno fatto da conferenzieri personalità autorevoli nel mondo della collaborazione e dei diritti umani, nonché docenti di fama mondiale presso i più svariati atenei, tra cui Marco Balboni, Kopi Kycyku, Gianni Loy, Mario Gay Judith Karp, Gabriella Lay, Marco De Ponte, Giuliano Pontara, Umberto Allegretti.

Gli argomenti trattati, pur mantenendo come filone portante i diritti umani, hanno spaziato in vari campi, dai diritti umani in campo internazionale ai diritti umani nelle politiche dell'Unione Europea, dai diritti dei minori con la direttiva Oil, agli strumenti di tutela dei diritti umani. Sono stati trattati anche argomenti riguardanti i problemi portati dalla globalizzazione, con due conferenze avente come argomento diritti umani e globalizzazione e diritti dei lavoratori tra economia e globalizzazione. Alla base delle violazioni dei diritti, sono le guerre, per questo una delle conferenze ha trattato i problemi etnici nei Balcani, per capire meglio i motivi di quella guerra. Si è cercato anche di fare da avvocato del diavolo, intitolando una conferenza tutela dei diritti e giustificazione della guerra. Il cammino che si proponeva il corso, era quello di percorrere parte dall'analisi del significato dei diritti umani. L'elenco dei diritti umani, lista in continuo aumento per tutelare i bisogni della persona e dei popoli, rappresenta l'evoluzione del diritto internazionale, in cui bisogna identificare il ruolo degli organismi internazionali coinvolti. I cosiddetti diritti di solidarietà, (alla pace, all'ambiente e allo sviluppo) non hanno ancora trovato pieno riconoscimento giuridico, infatti, solo la Carta africana dei diritti dell'uomo li riconosce come diritti fondamentali dei popoli.

Parlare di diritti, di pace, di soluzione pacifica delle controversie internazionali ha senso ed è necessario nell'attuale contesto che ha visto l'acuirsi dei conflitti, in cui lo sfruttamento economico dei gruppi sociali più deboli e la forza delle armi sembrano essere il comune denominatore di questa società globalizzata. L'analisi del contesto economico, da un punto di vista non solo strettamente economico ma anche sociologico ambientale è fondamentale per capire ed individuare strategie di mobilitazione e di intervento. Solo nel rispetto delle libertà individuali si può attuare lo sviluppo e di conseguenza il progresso dell'umanità. Al termine del corso è stato rilasciato un attestato di frequenza a tutti i partecipanti.

   
Filosofie di bottega
Nelle lotte contro le multinazionali l'unione fa la forza
   

In un mondo in cui una economia ingiusta opprime la maggior parte della popolazione, la bottega si dissocia da tutte le forme violente di protesta. Noi siamo sempre più convinti che le lotte pacifiche siano l'arma migliore. Per questo vi invitiamo a continuare a protestare anche fuori dai cortei e dalle manifestazioni, nella vita di tutti i giorni, esercitando il nostro potere di consumatori. Evitate di acquistare i prodotti di chi, secondo voi, ha un comportamento scorretto nei confronti del mondo e dei suoi componenti, sia che essi siano l'acqua, l'aria, le foreste, gli esseri umani o gli animali.

 

 

 

 

 

 

 

 

il 14 Giugno, la Chiquita ha firmato l'accordo sulla libertà di associazione nelle piantagioni e gli standard minimi di lavoro nelle piantagioni latino-americane. Dall'altra parte del tavolo della trattativa rappresentanti dell'Unione Internazionale di Sindacati e Colsiba. La firma è il risultato di una campagna di boicottaggio internazionale del 1999 "100 years is enought" (100 anni sono abbastanza), lanciata per il centenario della multinazionale. Il nuovo accordo stabilisce che i lavoratori hanno diritto di scegliere a quale organizzazione sindacale appartenere. Un punto dell'accordo è dedicato alle condizioni di salute e sicurezza. Troppo spesso fungicidi e veleni vari vengono irrorati quando i braccianti si trovano nelle piantagioni. Questo ha provocato numerosi problemi di salute. Altro punto riguarda i contratti di lavoro. La multinazionale si è impegnata, in caso di licenziamento, di rispettare le leggi locali e di avvertire i sindacati. Il testo integrale dell'accordo si trova nel sito www.iuf.org/iuf/Press/010614.html

Medicine act: le multinazionali farmaceutiche si ritirano

Lo scorso inverno, la bottega ha collaborato alla campagna, contro le 39 multinazionali farmaceutiche che si che sono opposte alla legge Mandela in Sudafrica. Questa legge si proponeva di immettere nel mercato sudafricano farmaci alternativi a basso costo, ancora sotto diritti di brevetto. Le case farmaceutiche hanno chiamato in giudizio il presidente Mandela, che ha continuato a portare avanti il suo progetto malgrado le poche possibilità di vittoria. Fortunatamente organizzazioni di tutto il mondo si sono opposte, e Medici Senza Frontiere in prima linea ha organizzato in Italia la campagna per l'accesso ai farmaci essenziali. farmaceutiche si ritirano

L'operazione consisteva nella raccolta di cartoline da inviare al Presidente della Repubblica ed al Presidente del Consiglio, perché lo stato italiano facesse sentire il suo dissenso in campo internazionale. Naturalmente è stato minacciato anche il boicottaggio internazionale, e le multinazionali, visto il calo di immagine, hanno rinunciato alla causa, lasciando che la legge venisse attuata in Sudafrica.
A Cagliari hanno curato la raccolta delle cartoline lo SCI e Manitese, e nella bottega ne sono state firmate circa 400. Cogliamo l'occasione per ringraziare tutti i clienti e simpatizzanti che hanno collaborato con due semplici firme nella riuscita dell'operazione.

   

Aggiornamento sul boicotaggio alla Nestlè (Informazioni da Manitese)

Secondo l'UNICEF un milione e mezzo di bambini muoiono ogni anno poiché non vengono nutriti con il latte materno. E molti milioni in più di bambini si ammalano seriamente. L'allattamento al seno materno fornisce il migliore inizio alla vita per tutti i bambini, ma in una società di poveri costituisce un'indispensabile fonte di sopravvivenza. Le società che producono latte per bambini promuovono il loro prodotto presso mamme ed operatori sanitari, poiché si rendono conto che, se non riescono a far attecchire l'allattamento artificiale, non fanno affari. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l'UNICEF hanno un Codice Internazionale che proibisce ogni forma di promozione di latte per bambini. La Nestle' viola questo codice più frequentemente degli altri concorrenti. Una delle strategie di maggior successo della Nestle' consiste in forniture gratuite di latte agli ospedali: allattare con il biberon i neonati favorisce l'insuccesso dell'allattamento naturale. Il bambino viene infatti a dipendere dal latte artificiale. Una volta a casa la madre deve comprare il latte da sé. In molte società ciò può costare più della meta' dell'intero reddito familiare. Le madri povere a volte diluiscono eccessivamente il latte in polvere e ciò porta alla malnutrizione. In condizioni di povertà l'acqua mischiata al latte e' spesso malsana; porta a diarrea, disidratazione e spesso alla morte. Il primo boicottaggio della Nestle' venne sospeso nel 1984, quando la Nestle' promise di rispettare il Codice Internazionale. La Nestle' rinnegò subito la sua promessa, cosicché il boicottaggio venne nuovamente attivato nel 1988, concentrando l'azione sul prodotto più venduto e famoso della Nestlè, il Nescafè. La Nestlé ora ammette che le forniture gratuite sono dannose, ma si rifiuta di bloccarle negli ospedali, a meno che i governi facciano leggi in materia. La Nestle' e' impegnata a far diminuire l'allattamento al seno materno allo scopo di vendere più latte in polvere. Una risoluzione del 1986 dell'Assemblea Mondiale della Sanità aveva stabilito che: "nessuna fornitura, gratuita o con sussidio, di latte in polvere per bambini deve essere data agli ospedali o ai reparti maternità; il piccolo ammontare necessario dovrà essere acquistato dalle istituzioni". La Nestle' e' chiaramente preoccupata per il danno alle sue vendite e alla sua reputazione. Il boicottaggio è appoggiato a livello internazionale da migliaia di persone, nonchè da centinaia di organizzazioni, inclusa la Chiesa d'Inghilterra. Il boicottaggio continuerà finche' la Nestle' interromperà tutte le sue irresponsabili pratiche di commercializzazione.

Elenco delle principali aziende multinazionali boicottate

Bristol-Myers S

Chiquita

Cirio

Colgate

PJohnson

WaxMonsanto

Nestle'

Novartis

Philip Morris

Procter & G

Reckitt Bench

Sun-Diamond

Totalfina-Elf

Unilever

Nel fare la spesa, bisogna stare attenti ai trabocchetti delle multinazionali, per esempio, dietro le acque "Giara" e "Sandalia", si nasconde la Nestlè, e dietro i gelati "Algida" la Unilever. Per saperne di più sulle multinazionali, le loro malefatte e le ditte che controllano, vi invitiamo a leggere "guida al consumo critico" edito dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo, in vendita presso la bottega al prezzo di 25.000 £, da cui è stato preso l'elenco delle multinazionali boicottate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

Consigliati
In questo numero consigliamo di visitare il sito di Bilanci di Giustizia. Bilanci di Giustizia è un movimento formato da un gruppo da più di 500 famiglie che hanno scelto di cambiare l'economia dalle piccole cose, dai gesti quotidiani, con criteri ecosolidali. I bilancisti propongono uno stile di vita più sobrio e più giusto, non condizionato dalla pubblicità e dal potere delle leggi di mercato. Il loro mezzo per il cambiamento è il monitoraggio delle famiglie del bilancio familiare, in cui sono visibili le scelte attuate per migliorare i loro consumi secondo giustizia. Tra i bilancisti c'è da annoverare Beppe Grillo, che si fa portavoce delle alternative bilanciste per un mondo migliore nei suoi spettacoli. Il sito si trova dallo scorso primo ottobre all'indirizzo http://www.unimondo.org/bilancidigiustizia/index.htm, dopo essere stato ospitato un primo periodo dal sito di " La città invisibile", poi da "peacelink".

Appena apriamo il sito troviamo un home page semplice e di facile utilizzo, con una barra azzurra che porta agli argomenti principali. In alto a destra il logo di Bilanci di Giustizia, il matitone rosso e blu che attraversa il mondo e che serve, nel quotidiano, per tenere d'occhio il proprio bilancio e spostare stili di vita e consumi, più in basso a destra un menù a tendina permette di selezionare direttamente gli argomenti più richiesti. Cliccando su Bilanci di Giustizia, troviamo varie pagine in cui viene presentato il loro movimento, gli scopi che si prefiggono e la maniera per diventare bilancisti. Tra gli argomenti principali anche il progetto Effetto farfalla,, ideato da 7 giovani bilancisti di Novara, che consiste nel mettere in rete le esperienze di circa 300 famiglie riguardo gli spostamenti di consumi per raggiungere la sobrietà felice. In queste pagine si possono trovare tutti i consigli necessari per ottimizzare i consumi per quanto riguarda gli alimentari, la casa, i trasporti, la salute, lo svago, l'igiene ed i beni durevoli, con piccoli consigli e ricette per autoprodurre ciò che serve. Tra queste si può trovare la ricetta per il pane, il metodo per produrre il sapone, come fare il pongo e consigli per la bioedilizia.

Nel collegamento a documenti si può scaricare del materiale informativo, leggere le lettere mandate periodicamente alle famiglie riguardo novità ed agli incontri, ma soprattutto i rapporti stesi annualmente relativamente ai bilanci inviati dalle famiglie aderenti. Vi consigliamo di fare subito il test di Mafalda per sapere se siete dei consumatori sostenibili!
Per coloro che non hanno la possibilità di visitare il sito, segnaliamo i libri "Bilanci di giustizia" di Antonella Valer e "Invito alla sobrietà felice" di G. Bologna, F. Gesualdi, F. Piazza, A. Saroldi, ambedue editi dalla EMI, in vendita presso la Bottega di Sucania, rispettivamente al prezzo di £ 15.000 e £ 18.000.

tre rappresenti della Bottega di Sucania, sono stati invitati insieme a quelli di Amnesty Intrenational e Green Peace sul palco con Beppe Grillo durante lo spettacolo del 29 Agosto a Cagliari.
GRAZIE E 1000!!!
   
Cibi dell'altro mondo
Il Cous Cous
Il cous cous è un piatto che ha origini nord africane, che apparteneva infatti alle antiche popolazioni dei Berberi ed è oggi piatto nazionale per alcuni paesi del Magreb (africa del nord), come Marocco, Algeria, Tunisia e Libia. E' molto diffuso in tutto il mondo arabo musulmano, dall'Arabia saudita, alla Giordania e Palestina fino allo Yemen. In questo mondo la tradizione per il cibo e l'ospitalità si fonde con la storia e i riti religiosi. Il cous cous è un piatto dalla forte valenza sociale, intorno al quale si riunisce una famiglia o una comunità, che attingono tutti ad un unico grande recipiente, sedendo in cerchio, e spesso pregando prima della consumazione. In genere non si utilizzano posate ma pane non lievitato per servirsi. Con il termine cous cous s'intende sia la semola lavorata a granelli sia il piatto unico con carne e verdure. La semola si ottiene lavorando un impasto di acqua e farina di grano duro, fino a ottenere dei granelli di dimensione differente a seconda della finezza della lavorazione, che cotti a vapore hanno una consistenza morbida e un sapore neutro simile alla pasta che si accompagna a sapori intensi e spezzati della cucina araba. Il cous cous in vendita presso la Bottega di Sucania è un prodotto pregiato e differente dal cous cous tradizionale per il processo di lavorazione, tutto artigianale, svolto dalle donne delle cooperative di Birzeit e di Deir Balout. Questo cous cous, a base di farina di grano integrale e di frumento spezzettato bulgur (di varietà di grano duro hambar tra le più pregiate), coltivati nei villaggi vicini. Il burgul viene rotolato nella farina di grano e impastato con acqua e sale, fino a diventare granuloso. Viene poi setacciato ed essiccato al sole per 2-3 giorni. Una volta cotto presenta granuli dal colore scuro e caldo tipico del grano integrale, di dimensione leggermente più grande, morbidi ma consistenti, per ottenere ottimi risultati nella preparazione del cous cous è consigliabile utilizzare una couscoussiera o una doppia pentola antiaderente. Con l'acquisto del cous cous della bottega è in omaggio un opuscolo con 5 ricette, compresa quella descritta in questa pagina

"Cous Cous all'italiana"

Esecuzione del fumetto di gambero:

Far soffriggere in una terrina cipolla, uno spicchio d'aglio e pomodorini dopo la doratura aggiungere del gambero sgusciato, allungare con acqua e far cuocere per circa 45 minuti. A fine cottura aggiungere un po' di anice e pistacchi tritati.

Esecuzione stufato peperoni:

Tagliare a pezzetti peperoni gialli e rossi, metterli dentro un pentolino con l'aggiunta di cipolla tritata, sale e pepe q.b. e un po' d'acqua, far cuocere il tutto a fuoco lento in modo da formare una salsetta.

Esecuzione crema di sedano:

Far soffriggere la cipolla a doratura avvenuta aggiungere del sedano a pezzetti, sale e pepe. Cuocere con un pò d'acqua e a cottura ultimata passare il tutto a setaccio. Preparare il cous cous e servire caldo in un piatto piano, con l'aggiunta dello stufato di peperoni e crema di sedano, e ornare con il fumetto di gambero.

per mangiare il cous cous cucinato dai migliori chef, periodicamente i ristoranti Terra di mezzo, Lo Spinnaker ed il Teatro di Hassan, aderiscono al progetto altracucina del CTM, proponendo accanto ai loro piatti quelli tipici dei paesi del sud del mondo, con i prodotti acquistati presso la bottega.