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Breve
storia dell’insediamento degli zingari in Sardegna
di
Anna Ruggiu
“Quando
Heinrich Boll fu sepolto c’era un’orchestrina di zingari che conduceva
i portatori della sua bara. Era stato un suo desiderio. Lasciate
che un milione di Rom e di Sinti vivano tra noi. Ne abbiamo bisogno.
Potrebbe aiutarci a scompigliare un po' del nostro ordine rigido.
Potrebbero insegnarci quanto prive di significato sono le frontiere:
incuranti dei confini i Rom e i Sinti sono di casa in tutta Europa.
Sono ciò che noi proclamiamo di voler essere: cittadini d’Europa.
Forse ci servono proprio coloro che temiamo tanto.”
Gunther
Grass (Corriere della sera, 22 febbraio 1993)
1.
Una storia che comincia da lontano.
Alcuni
etnologi li definiscono facenti parte di un popolo in via di estinzione
e quindi bisognoso di tutela e di protezione. La loro storia,
la storia della loro origine resta tuttora misteriosa. Solo nel
XVIII secolo gli studi linguistici risolsero, in parte, il mistero
della loro origine: dovrebbero provenire dall’India, l’origine
della loro lingua sarebbe quella dei dialetti indiani. Gli studiosi,
seguendoli nei loro diversi spostamenti, stabilirono che la lingua
zingara (il romané) deriva da quella dell’India nord-occidentale.
Per quanto riguarda le motivazioni della loro partenza non si
possiedono certezze, né sul periodo, né sulle circostanze, tantomeno
si conosce la loro identità prima che abbandonassero il loro paese
d’origine: l’India appunto. Qualche studioso ritiene che gli avi
degli zingari fossero quelli che oggi sono definiti i fuori-casta;
altri studi condotti in Persia sostengono che fossero esperti
nell’arte del liuto e che allietassero i popoli che attraversavano
con la loro musica.
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