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 La Bottega del
mondo aprirà i battenti nel centro di Tempio
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Una 'Bottega del mondo' anche in
città A fine mese apre il negozio di solidarietà legato
alla Rete Lilliput
Tonio Biosa
TEMPIO. «Un mondo diverso è possibile». Invocare questo
slogan senza adoperarsi a raggiungerla, una situazione meno gravosa
per centinaia di milioni di uomini, sarebbe ben poca cosa. Tende
invece a costruire un mondo diverso un'iniziativa che prenderà ben
presto avvio nella nostra città. Entro gennaio aprirà a Tempio,
nella centralissima via Cavour (dal Mercato a Piazza Gallura) «La
Bottega del Mondo», voluta per praticare una forma di commercio equo
e solidale. Metterà infatti in vendita prodotti acquistati da
Organismi senza scopi di lucro - Cooperazione Terzo Mondo di
Bolzano-Verona, Commercio Alternativo di Ferrara, Roba dell'Altro
Mondo di Camogli (Ge) e Associazione Italiana "Botteghe del Mondo di
Reggio Emilia", che da una ventina d'anni cooperano con piccoli
produttori dell'America Latina, dell'Asia e dell'Africa.
L'iniziativa è stata assunta dalla Associazione Onlus non profit
Nord-Sud operante da tempo in città, che crea così in Sardegna il
terzo punto di mercato alternativo dopo "La Bottega di Sucania" di
Cagliari e "L'Altra Bottega" di Sassari, aderenti tutte alla Rete
Lilliput. Per Tempio e la Gallura si tratta di un fatto di grande
significato sociale, civile e culturale. «La Bottega - spiega la
professoressa Maria Erminia Satta, una delle più fervide animatrici
dell'associazione Nord-Sud - vuole essere un punto di riferimento e
una fucina di iniziative non solo per i volontari dell'Associazione
ma per quanti, tempiesi e non solo, vogliano dare il loro contributo
di tempo, di idee, di partecipazione fattiva per costruirlo davvero
un mondo migliore». Per questo "La Bottega del Mondo" non si
propone in concorrenza nè con i prodotti locali nè con gli altri
esercizi commerciali. Mettendo in vendita prodotti alimentari e
artigianali che provengono direttamente dai Sud del mondo (caffè,
tè, cacao puro senza grassi aggiunti, cioccolato, spezie, zucchero
integrale di canna, marmellate di frutti tropicali e quindi
strumenti musicali, cestini, ceramiche oggetti intagliati
dell'Africa, sciarpe di seta e cotone dell'Asia) vuole raggiungere
altri importanti scopi. «Prima di tutto - torna a spiegare la
Satta - garantire il giusto prezzo ai produttori dei paesi poveri ma
ricchi di risorse umane e materiali e impoveriti prima dal
colonialismo ed ora dallo sfruttamento delle rapaci imprese
multinazionali e delle loro banche. Quindi ridare dignità ai nostri
consumi, procedendo all'acquisto di prodotti di qualità certificata.
Fare poi della bottega un luogo di informazione e dibattito e
un'occasione per far vivere e dar voce ai popoli dimenticati ed
oprressi. Stabilire infine forme di collaborazione con le
istituzioni e le altre associazioni al fine di approfondire la
conoscenza dei problemi della città e del territorio, prospettare
soluzioni e promuovere interventi».
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