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A: Grillo, dica lei..
G: "La guerra, vorrei parlare della guerra. E
dell'informazione. C'è una manipolazione invisibile fatta con
le cose più visibili".
A: Cioè?
G: "La manipolazione avviene con le immagini.
Cioè le cose più visibili rendono invisibile l'informazione. L'immagine
la vedi, la manipolazione no. La manifestazione del 10 Novembre,
per esempio. Ai centomila contro la guerra viene dedicata la quinta
pagina del Corriere della Sera, con toni irridenti, citazioni
critiche. A quelli pro USA, erano quarantamila, la prima, la seconda
e terza pagina. Ma la cosa che mi ha colpito è la foto a colori
del bambino, paffutello, biondo, con la bandiera.Non hanno messo
l'immagine del bambino morto afgano, ma il bambino grasso americano.
Quel bambino e una foto di una bandiera americana bruciata da
quattro stronzi. Erano le uniche due foto. Ecco come si fa la
manipolazione".
A:
Non le piace manifestare solidarietà con gli USA?
G:
"Ma che c'entra! Una manifestazione di governo mandata da
tutte le televisioni la fa solo Fidel Castro o la Corea. Il caudillo
quando manifesta in piazza viene ripreso dalle televisioni. Abbiamo
davvero toccato il fondo. I Feltri, questa gente, titola: "Chi
è contro la guerra sta con il nemico", capito?.
A:
Tra l'informazione della Rai servizio pubblico e Mediaset privato,
che differenza trova?
G:
"Non c'è grande differenza ormai...Ci sono giornalisti che
non sai cosa fanno. O se lo sai ti chiedi perché lo stanno facendo".
A:
Facciamo un esempio
G:
"Prendi Vespa: Vespa è uno che striscia e non inciampa mai.
Non riesco a reggerlo. Dopo un po' spengo, mi viene qualcosa alla
bocca dello stomaco".
A:
Perché?
G:
"La loro tesi è di far sembrare chi è contro la guerra a
favore del terrorismo. E' incredibile. E' la tesi di questo Antonione,
il sottosegretario. Uno che dice una cosa così è uno squilibrato.
Questa tesi da squilibrati è la posizione ufficiale del governo".
A:
Una volta lei ha detto: "Io devo avere come mito e come sogno
dei miei figli l'America? Ma allora? Che diciamo della libertà
negli Stati Uniti? Sei libero e stai bene se sei miliardario,
non sei negro e vivi a Manhattan. Per il resto è per lo più un
casino". Ripeterebbe questa frase oggi, dopo gli attentati?
G:
"Un momento. Gli attentati non sono stati fatti contro il
popolo americano ma contro la politica estera americana. Sono
convinto che la stragrande maggioranza degli americani non sa
cosa hanno combinato negli ultimi 50 anni. Proprio là dove c'è
democrazia, la libertà di informazione, il popolo americano è
meno informato di tutti. Credo che
la CNN sia come era la Pravda per i russi. Davvero cadono dalle
nuvole, gli americani, quando gli parli delle scuole militari
di Panama, di cosa hanno fatto in Cile, del Guatemala, della Cia.
Ti guardano sbigottiti. Non sanno nemmeno dov'è. E non sanno nulla dell'islam,
di Maometto, del Corano. E' il popolo meno informato del mondo.
E' un popolo talmente specializzato nel nulla..."
A:
Si chiama "Enduring freedom", libertà duratura. Lei
una volta ha detto anche, a proposito della libertà negli USA:
"La libertà? Ci sono 5 milioni di persone in galera. Come,
sono un paese libero? Hanno il 2% della popolazione in galera.
Hanno 10 volte la popolazione carceraria pro capite rispetto all'Europa,
dieci volte".
G:
"Si. Poi tra i paesi industrializzati sono al 15° posto come
mortalità infantile, al 18° posto come aspettativa di vita. Perché
non posso dirlo adesso? Io rispetto il popolo americano. Soffro,
mi dispiace per quello che è successo. Ma è stato un attentato
alla loro sporca, vergognosa politica estera negli ultimi 50 anni".
A:
Secondo lei, Grillo, c'è uno scontro di civiltà?
G:
"C'è. Sotto sotto, non lo ammette nessuno, ma c'è. C'è questa
presunzione, questo modo di vederli inferiori. Ma se parliamo
di civiltà, noi europei dovremmo chiedere scusa a tutto il mondo.
C'erano cinquemila lingue al mondo, se ne parlano sette o otto,
lingue europee. Non le hanno mica imparate al Berlitz School.
Li abbiamo sterminati, abbiamo fatto fuori lingue e culture, etnie.
Ci siamo passati sopra. In quattrocento anni ne abbiamo fatte
di cotte e di crude. Gli inglesi è la quarta volta che vanno in
Afghanistan. Dal punto di vista storico dovremmo essere in ginocchio
a chiedere: "Per favore, perdonateci per quello che abbiamo
fatto". Non posso essere convinto di fare la guerra a un
paese che è distante migliaia di chilometri ed è il paese più
magro del mondo. Sono i grassi che fanno la guerra contro i magri.
Non me la sento di cantarla come la mia guerra, di cantare l'inno
nazionale".
A:
Come giudica l'attività del governo, al di là della guerra?
G:
"Adesso la guerra è il pretesto per fare o non fare qualsiasi
cosa. Innanzitutto faccio ancora una fatica bestiale a pensare
che siamo governati così. Poi penso che la politica sia andata.
Ormai la politica la fanno i grandi gruppi, la fanno con le regole
del Wto. Puoi fare tutte le leggi che vuoi, ma se sei contro il
Wto o contro i parametri di Maastricht devi cambiare immediatamente.
Non c'è più speranza politica, per come è fatta oggi. Quando un
ministro dei trasporti dice che bisogna aumentare la velocità
per ottimizzare le autostrade, dice esattamente il contrario di
quello che ti direbbe qualsiasi ingegnere. La velocità è inversamente
proporzionale al flusso: quindi più aumenti la velocità, più aumenti
lo spazio tra una macchina e l'altra, e meno spazio hai su strada.
Quando un ministro dice che bisognerebbe convivere con la mafia
e non parla della convivenza che abbiamo con diecimila morti sulle
strade ogni anno...E' un modo di fare politica che non ha più
senso".
A:
Senza parlare delle stragi del sabato sera, che ogni tanto riappaiono
sui giornali...
G:
"Ma la strage è di tutto l'anno. Abbiamo ventimila disabili
ogni anno che pesano su ventimila famiglie. E' pazzesco. Ci stupiamo
che un traforo progettato per due milioni di passaggi crolli.
Mentre ne ha nove milioni, di passaggi. Adesso crollano gli aerei.
Tra un pò, quando crolleranno gli aerei da ottocento posti? Per
utilizzarli devi raddoppiare gli aeroporti, triplicare le strade
che vanno al centro, quintuplicare gli alberghi e decuplicare
i taxi. Tutto ciò che aumenta esponenzialmente è destinato ad
una catastrofe. Noi abbiamo già le code in Liguria di centocinquanta
chilometri. Sono i primi segnali. Ma nessuno parla di mobilità.
Chi costruisce le automobili continua a fare spot per venderne
di più, chi fa autostrade vuole farne altri, così i posteggi.
E' un modo di ragionare che non può che portare a disastri".
A:
Che pessimista. Ma la politica, diceva, le fanno le multinazionali,
il Fondo Monetario Internazionale, il Wto. In Italia però stiamo
approvando leggi che vanno contro gli orientamenti dettati dagli
organismi sovranazionali. Vedi la legge sulle successioni, oppure
sulle rogatorie internazionali.
G:
"Ci sono alcune cose che non interferiscono sul commercio.
La legge sulle successioni prima era trecento milioni, ora protegge
i grandi patrimoni. Si tutelano. Va benissimo. La legge sulle
rogatorie è entusiasmante. Dire agli svizzeri di essere più precisi
nella documentazione. Sono svenuti tutti. C'erano dei giudici
che correvano, gridando per le strade: "Gli italiani vogliono
che noi siamo più precisi". Ci facciamo prendere per il culo
da mezzo mondo".
A:
E il conflitto d'interessi?
G:
"Non è neanche più conflitto. E' solo interessi. Quando un
ministro dice davanti a tutti: "Ho un'azienda di progettazione
e faccio il ministro dei lavori e la mia azienda l'ho ceduta,
quindi non ho più conflitto". E gli chiedono: "A chi
l'hai venduta?". "Ai miei figli e a mia moglie".
E tutti dicono: "Ah, va bè", allora io non dico più
niente. Mi ritiro, mi compro i miei sacchetti di sabbia, mi proteggo.
Ho la mia maschera, la mia tuta di gomma. Continuano a parlare
di armi sofisticate, di puntamenti laser, di missili intelligenti.
E poi abbiamo... il vaiolo. Abbiamo tre telefonini, otto computer...
con la lebbra. Siamo nella barbarie e facciamo finta che siamo
una società superiore. La storia non ci insegna più un cazzo".
A:
Che ne pensa del sottosegretario Sgarbi che va in giro a fare
spot?
G:
"Ma non penso, di quella persona lì. Non penso nulla. Ormai
la gente ha capito che personaggio è..."
A:
E di Taormina?
G:
"Invece lui è pericoloso. Lui convive. Esattamente come ha
detto Lunardi. Sono anni che convive con la mafia, in quanto avvocato
di alcuni mafiosi. E l'abbiamo come capo della polizia, sottosegretario
agli Interni. Chi meglio di lui può capire la mafia, essendo stato
poi l'avvocato di mafiosi, di Priebke, dei fascisti. Insomma è
uno che di mafia se ne intende".
A:
E Bin Laden?
G:
"Ma Bin Laden non esiste. Ma tu pensi veramente che esista?
Ma dai, su... Ma non c'è. Sono dei caratteristi. Anche il ministro
dei Talebani con un occhio solo... ma dai...".
A:
Con tutto quello che è successo al G8, avrebbe mandato suo figlio
in piazza a Genova a manifestare?
G:
"Non lo avrei permesso, nel senso che avevo già purtroppo
previsto quello che sarebbe successo. Infiltrazioni di nazisti.
Quelli del Genoa Social Forum non sono gente attrezzata per fare
manifestazioni. Io li conosco. La maggior parte sono persone per
bene. Sono associazioni di volontari. Sono bravi ragazzi. E poi
secondo me le manifestazioni di piazza non hanno più senso. Se
i politici dicono consumate di più, la risposta è dire no. O comprare
altre cose, boicottare prodotti. E' questo che la sinistra non
ha mai capito. Ora le manifestazioni con le bandierine le fa Berlusconi
e un pochino Fidel Castro".
A:
Però ha detto che questo movimento ha successo anche grazie all'informazione...
G:
"Grazie a Dio ci sono dei mezzi che girano, nascosti. Attraverso
internet, i computer... una cosa non puoi tenerla proprio segreta...".
A:
Ma con i suoi figli che vedono la tv e assorbono anche l'informazione
manipolata, come fa?
G:
"Cerco di spiegargli. Bisogna spiegare che l'informazione
non rispecchia più la realtà. Se la tv fosse stata obiettiva avrebbe
fatto una trasmissione dedicando ai centomila per lo meno lo stesso
spazio dei quarantamila. Ci sarebbe stato qualche giornalista
che avrebbe detto: "Guardate, non sono tutti così. La maggioranza
degli italiani non vuole la guerra". Avrebbe spiegato che
le personalità come Sordi e Bocelli, non sono personalità, sono
personaggi, che esprimono un loro parere. Addirittura a Sordi
gli hanno fatto registrare una cosa che pensava fosse utilizzata
in un altro modo. C'è una manipolazione che è paurosa. Ma i miei
ormai l'hanno capita. Hanno capito che le scene di guerra sono
finte, che sono costruite. Ormai la televisione è un intrattenimento
costruito da giornalisti con due dita di fard. Sono gente che
si trucca prima, si trucca dopo, legge un gobbo elettronico. Si
fingono esperti di armi, di logistica, di strategia di guerra,
di sondaggi. Ormai la politica è fatta per essere credibile, non
per dire la verità".
A:
Che cosa consiglierebbe ai no global?
G:
"I no global? Vedi, già dire i "No global". Quando
tu determini con una parola così fai già una violenza, una manipolazione
dell'informazione. Non sono "No global". E' gente che
propone un'alternativa economica validissima. Ci sono i Beati
i costruttori di pace, il Consumo equo e solidale, Mani tese,
le Ong. C'è chi propone la Tobin Tax. C'è gente con alle spalle
premi Nobel, con economisti in primo piano. E' proprio questa
straordinaria frammentazione.
Non è un movimento. Sono decine di movimenti. Ognuno propone una
cosa da poter fare subito, immediatamente. Un modo di vedere il
mondo in un altro modo possibile. Perché c'è, un altro modo".
A:
Sì, ma per farsi ascoltare come si fa?
G:
"Bisogna utilizzare certe tecniche di comunicazione, che
non sono più sventolarsi in piazza. C'è da colpire. A volte con
ironia, mai con la violenza, a volte con intelligenza. Ma bisogna
colpire innanzitutto i fatturati, i dividendi, le assemblee degli
azionisti. Ma cosa succede oggi? Che non si protesta più perché
tu diventi uno e tutti. Tu non sei più consumatore, o produttore,
o azionista, o salariato. Sei tutto insieme. Quindi tu con i tuoi
risparmi, non lo sai, finanzi la Pirelli, ti danno due gomme di
merda, esci e stermini la tua famiglia. E tu sei azionista di
chi ha sterminato la tua famiglia. La globalizzazione pericolosa
è questa. Che non sai più dove vanno i tuoi soldi. Se guadagni
come azionista, perdi come salariato. Se ti aumentano il salario,
ti tolgono il dividendo da un'altra parte".
A:
Lei, a volte, critica le associazioni ambientaliste, Legambiente,
Greenpeace, Wwf...perché?
G:
"No no, aspetta. Io spesso critico Legambiente, mai Greenpeace.
Greenpeace è un movimento straordinario che non ha mai avuto sponsorizzazioni
o aziende alle spalle dalle quali trarre i propri approvvigionamenti.
E' stato un grande movimento fatto di gente straordinaria. Legambiente
si alimenta con sponsor, anche brutti. Goletta verde era sponsorizzata
da Ace, una ditta di candeggina. Andavi a cercare cloro nei pesci
e poi l'avevi come sponsor".
A:
Ma non pensa che con tutti i limiti derivanti dalla sponsorizzazione
un'associazione così possa fare informazione e attività utili?
G:
"Si. E sono convinto della buona fede della maggior parte.
Però è pericoloso, perché quando fai informazione e sei sostenuto
dalla Omnitel, che tipo di informazione fai? L'Omnitel truffa
normalmente mille miliardi con le schede ricaricabili".
A:
In che modo?
G:
"Col "disallineamento". Mediamente sono diecimila
ogni scheda da centomila. Sul ricaricabile segna che la tua scheda
è zero, mentre effettivamente tu hai ancora diecimila. Con otto
milioni di abbonati, sono quasi mille miliardi all'anno. Ma ormai
è così. Sono grandi associazioni a delinquere di stampo telefonico.
Che ormai oltre a rubarti i
soldi ti rubano il tempo. E' questo che mi dà fastidio. Per loro
non ha valore. Tu non ti metti a cercare una fattura, per diecimila
lire. Non sai dove rivolgerti. Sei impotente di fronte a questi
apparati vergognosi. Come sta facendo "La sette", con
quei ragazzi pseudo simpatici, che allettano i coetanei a chiamare
con il 166. L'ha fatto anche la Rai, con quell'attore. Con quel
gioco pagavano 14.000 lire al minuto Si chiamava Luca Barbareschi.
Io ce l'ho con la Rai, non con l'attore. Con la Rai che mette
a disposizione un mezzo per truffare ragazzi attraverso queste
cose".
A:"E'
contro la guerra, ma cosa propone?
G:
"Non lo so. La mia coscienza mi dice di esser contro. Soprattutto
in Afghanistan. Ma essere contro non significa essere a favore
del terrorismo. E' questo che vogliono far credere i vari Feltri
che manipolano l'informazione".
A:
E "Libero" che pubblica le foto dei parlamentari che
hanno votato contro?
G:"E'
esattamente la radio delle "Mille colline" degli Hutu
e Tutsi. Facevano così. Davano l'indirizzo dell'hutu che frequentava
il tutsi. Il giorno dopo era morto. Questi sono i veri nazisti.
Fortunatamente sono giornali che non legge nessuno. Quindi la
loro volgarità finisce lì".
A:
"Avvenimenti" esce di nuovo. Giornale libero, indipendente
dai poteri economici. Ma come facciamo senza pubblicità, se tutto
il mondo dell'informazione va avanti così?
G:
"Io potrei guadagnarci dieci volte. Riesco a vivere bene.
Non passo attraverso il formaggio. Vado in un posto, metto su
uno spettacolo, chiamo la gente. Se viene mi porta i soldi, se
non viene non guadagno. Dovete fare così. Dovete fare un giornalismo
che possa reggere con i lettori, finanziato dai lettori. Per la
gran parte. Quando
prendete qualche sponsor almeno sceglietelo con un filtro. Che
sia nell'ottica della vostra filosofia".
A:
Che condizioni porrebbe per uno spettacolo alla Rai?
G:
"Le condizioni che ho posto sono queste: "Datevi un
codice di etica". Se volete Grillo dovete fare un discorso
agli italiani che vi hanno sempre seguito. E dire: "Signori
da oggi non facciamo pubblicità dei farmaci, eliminiamo la pubblicità
di alcool, di birra, di stronzate, di gomme che tengono, di automobili
che fanno trecento all'ora. Ci diamo un'etica. Con questi punti.
Intanto facciamo Grillo. Buonasera. Se ci credete, ci seguite,
se no andate di là". Questo sarebbe vincente".
A
:Grillo, lei è pessimista da far paura. Mi dica una cosa dell'Italia
che le piace.
G:
"Ma mi piacciono un sacco di cose. Mi piacciono gli italiani.
Mi piace il sardo, il calabrese, l'altoatesino. Mi piace questa
varietà di menti, anche questa -diciamo- goffaggine di idee, di
espressione. Io mi sento straordinariamente italiano. Poi, sai,
ho una bandiera su casa mia. Dove in mezzo c'è Ciro, la foto del
mio ultimo figlio. Ecco la mia bandiera. Io non ne vedo altre".
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